Angelo ovvero il Carnevale

Nella cultura popolare tradizionale i tre giorni di Carnevale (domenica, lunedi` e martedi` grasso, talvolta preceduti dalla Zöbbia matta) sono un cruciale momento di festa che infrange la normalita` del corso dell'anno. Nelle frazioni di Fabbrica Curone se ne apprezza ancora lo spirito grazie soprattutto ad Angelo Lerta di Pradaglia, che si immedesima tanto nello spirito calendariale da poter dichiarare che lui stesso e` il Carnevale. Insieme agli amici vestiti quest'anno da papa, Napoleone, giullare e naturalmente a un pifferaio (Danilo Carniglia, accompagnato dai fisarmonicisti locali Elio Buscaglia e Emilio Angiolini), Angelo porta la festa per il territorio: in casa di un'anziana coppia di Pareto, dove ci si ricorda del pifferaio Pasquale Sala e in altre case e trattorie, dove non ci si esime dall'eseguire la danza profana della povera donna con Angela Pelle (figlia del pifferaio "Jenein") e alcuni bambini sotto lo sguardo appassionato e partecipe di Andrea Fittabile "Jotto". Con Lorenzo Musso (bisnipote del musista Carlaja) Angelo pompa dovunque il suo "vino del Signore", disegnandone un'H sulla neve per l'atterraggio di un improbabile elicottero, mentre i suonatori acconsentono alla richiesta di una "Galopera"...