QUARANTA FOTO ICONICHE DAI FRONTI DELLA GRANDE GUERRA. GLI SCATTI LUIGI MARZOCCHI FOTOGRAFO MILITARE

Quaranta immagini iconiche della Grande Guerra. L’arco temporale nel quale vennero riprese va dall’ottobre 1917, documentando la ritirata di Caporetto, fino al dicembre del 1918 a Battaglia di Vittorio Veneto ormai conclusa e ad armistizio firmato. Un vivido viaggio fotografico nella guerra sul fronte italiano. A scattarle fu il sergente Luigi Marzocchi, l’uomo cui venne dato l’incarico di organizzare il primo nucleo del Reparto Fotografico del Comando supremo. Di origini bolognesi - era noto a Molinella nel 1888 - percorrerà in lungo e in largo i fronti di combattimento nei quali è impegnato il Regio Esercito, documentando con la sua macchina fotografica la vita dei nostri soldati nelle trincee. All’inizo del conflitto Marzocchi che è un grande appassionato di fotografia ma anche di meccanica e che per questo è uno dei pochi a possedere la patente di guida, viene destinato a fare l’autista; è lo stesso incarico che hanno i conti Antonio Revedin e Giuseppe Volpi. I tre prestano tutti servizio presso il Drappello automobilistico del Comando supremo e spesso conducono autovetture che trasportano personaggi importanti fra cui anche lo stesso sovrano Vittorio Emanuele III. Come Marzocchi scrive, sono proprio Revedin e Volpi, dopo avere visionato alcuni dei suoi scatti, a proporre di creare un Reparto fotografico all’interno del Comando supremo. Nelle note che ci ha lasciato, il nostro Marzocchi scrive infatti che l’iniziativa prese forma - e qui citiamo proprio le sue parole - «su idea del conte Antonio Revedin di Venezia e del conte Giuseppe Volpi a seguito di fotografie ritratte da me Luigi Marzocchi». La struttura prende vita già fra il giugno e il luglio del 1915, a guerra appena dichiarata perchè la necessità di documentare il conflitto attraverso l’immagine fotografica, viene avvertita subito come importante dalle gerarchie militari. Nel febbraio del 1916 quindi, il Reparto fotografico, che fino ad allora aveva operato con anomala autonomia e con un certo spontaneismo, assumerà una forma ufficiale trasformandosi nella Sezione cine-fotografica del Comando Supremo, destinata ad operare in collegamento con l’Ufficio stampa del Regio esercito. Luigi Marzocchi durante la guerra scatterà più di 2000 fotografie e - con mezzi personali – anche molte stereografie tridimensionali, utilizzabili con visori appositi. Le oltre settecento stereografie e gli undici album che compongono la collezione Marzocchi, verranno infine donati al Museo della Battaglia di Vittorio Venento dalla figlia Maria Emma, nel 1987. Prima di lasciarvi alla visione delle immagini, io vi do come sempre il benvenuto qui sulla Linea della Memoria, lo spazio che l’ISTRIT, Istituto Storico Trevigiano, comitato provinciale dell’Istituto Nazionale per la Storia del Risorgimento Italiano e il Museo della Battaglia dedicano a chi, come voi, è curioso della storia. Ringrazio inoltre per la loro puntuale collaborazione anche il Centro Studi Storico Militari sulla Grande Guerra Piero Pieri e l’Associazione Nazionale Cavalieri dell’Ordine di Vittorio Veneto. Infine, vi invito anche cortemente, se apprezzate il lavoro di divulgazione storica che svolgiamo, ad iscrivervi alla linea della Memoria ad attivare la campanellina e a lasciarci il vostro mi piace.