François Thollot ‎– Contact (2002) FULL ALBUM

DISCLAIMER: I do not own the rights of the music - will be removed upon request. buy the real thing, be it digital or physical, in full quality: http://www.soleilzeuhl.com/en/pour-co... 0:00 1 Ascension 6:04 2 Histoire Triste 10:57 3 Promenade Urgente 15:19 4 13e Parallèle 20:59 5 Etude Plombée 25:11 6 Blues Du Crabe 29:13 7 Cyclopède 33:55 8 Léon Le Hérisson 37:34 9 Cabanon Oriental 41:15 10 Indéfiniment Country: France Genre: Zeuhl, Jazz-Prog Guitar, Piano, Composition – François Thollot Bass – Philippe Bussonnet Drums – Daniel Jeand'heur Mastering – J. Morniroli Production, Photography – Alain Lebon Recording & Mixing – Joël Morniroli È il 2002 quando il multistrumentista francese Francois Thollot mette a segno due lavori degni di nota. Se “Ceux d’en Face” è suonato tutto da solo, il successivo “Contact” (NOTA: la cover, dotata di un certo semplicistico impatto, è un dettaglio di un dipinto di Joseph Turner del 1845, intitolata "Sunrise with sea monsters"), pubblicato per la “Soleil Zeuhl”, si avvale di Philippe Bussonnet (Magma, One Shot) al basso e Daniel Jeandheur (One Shot, Pienza) alla batteria. L’aggiunta di una sezione ritmica di assoluta eccellenza permette a Thollot di confezionare un lavoro a tratti eccellente, capace di condensare lo Zeuhl dei Magma – addolcendone le note claustrofobiche – con sonorità chitarristiche decisamente “frippertroniche”. Esemplare “Ascension”, in apertura, uno dei migliori pezzi dell’album, un vortice di tastiera soffocato da una tempistica dispari e impreziosito da sferzate angolari di chitarra e soprattutto dalle continue, splendide variazioni ritmiche di Jeandheur; il finale, un breve assolo di chitarra su una sospensione ritmica continuata, è un omaggio quasi esplicito all’anima a sei corde dei Crimson. “Historie” pare muovere altrove col suo intro/outro quasi Camel – davvero potrebbe pensarsi ad un momento un po’ più spigoloso della coppia Bardens-Latimer – intervallato da una parte centrale ben più dura. Lungo il tracciato dell’album, l’incalzante alternanza degli strumenti attorno alle medesime battute e l’uso di un’effettistica ipersatura – in particolare al basso – offre intrecci e rimandi alquanto curiosi: “Promenade Urgente” e “13me Paralléle” (altro picco dell’album, con un crescendo finale mozzafiato) ricordano a tratti il post rock più strutturato (si pensi ai Tortoise o ai Battles). “Blues Du Crabe” propone un nuovo serrate basso-chitarra, mitigato dagli accordi jazzati delle tastiere, che aprono dolcemente anche in Cyclopède, che richiama l’inizale “Ascension” col suo arpeggio tastieristico, attraversato a più riprese dalla solita chitarra disturbante, quasi un preludio alla successiva corsa, quella affascinante di “Léon Le Hérisson”, strutturata su un duplice cambio di ritmo raccordato da pattern ritmici solidi quanto vari. Non sempre si raggiungono le vette di 13me Paralléle: “Cabanon Oriental” è un po’ al di sotto degli altri in termini compositivi anche se offre l’occasione di godere delle architetture bassistiche di Bussonet. Convince maggiormente l’epilogo di “Indéfiniment”, con il suo particolarissimo bridge scandito ritmicamente ai piatti da Jeandheur. Thollot riesce a confezionare un album di ottima fattura, conferendo ulteriore linfa ad un sub-genere, lo Zeuhl, tutt'altro che esaurito: un lavoro capace nei momenti migliori di compendiare la lezione di tre frenesie sonore, quella ancestrale (Magma), quella industriale (King Crimson), quella post-progressiva (Tortoise-Cerberus Shoal - Battles ecc), frullandole in una sorta di virtuosa, affascinante afonia, capace nei momenti migliori di lambire il mondo leggendario di Vander e soci (full review at:   / 329635337190133   )