Il tempo e Franz Kafka

A partire dalle riflessioni di Walter Benjamin, emerge come in Kafka le strutture della storia, orientate a un fine e a una progressione lineare, continuino a esistere solo come forme svuotate. Il movimento narrativo permane, ma il compimento si dissolve, producendo una temporalità sospesa e priva di esito. In questo quadro, il tempo non segue più la successione ordinaria di passato, presente e futuro, ma tende a contrarsi in un presente interminabile. Ne deriva un’esperienza del tempo paradossale, in cui la continuità storica è sostituita da una persistenza senza direzione. Riferimenti: Benjamin, W. (2023). Kafka. Per il decimo anniversario della sua morte. Milano: Feltrinelli. Borges, J.L. (2017). Prologhi. Opere. Milano: Mondadori. Crescenzi, L. (2024). Zeitmaß und Raumverhältnisse. In Rurale Topografien (Vol. 20, p. 91). Kafka, F. (1970). Tutti i racconti. Milano: Mondadori. Kafka, F. (1980). America. Milano: Mondadori. Kafka, F. (1982). Il castello. Milano: Mondadori. Kafka, F. (1990). Il processo. Milano: Mondadori. Nietzsche, F. (1974). Sull’utilità e il danno della storia per la vita. Milano: Adelphi.