IL PARCO DI VILLA VARDA (GRAZIE ALLA FAMIGLIA MORPURGO DI TRIESTE)

Nel video documentario il prof. Fabio Dotta spiega i 18 ettari del “parco romantico all’inglese” di Villa Varda, la villa, l’arancera, il laghetto, la ghiacciaia, la torre merlata, la chiesetta neogotica, il mausoleo dei fratelli triestini Mario e Matilde Morpurgo (e del marito di quest’ultima) e il Fiume Livenza. Le riprese sono state fatte in due momenti grazie allo studente universitario Emilio Gorajski che ne ha eseguito anche il montaggio e che a Villa Varda ha anche tenuto concerti : prevalentemente il 30 Giugno 2023 e al termine della prima decade di Luglio 2023. Nel parco , caratterizzato da viali di tigli e di bagolari ed ampie radure prative, si possono ammirare diverse centinaia di alberi e quasi una settantina tra essenze arboree (di prima, seconda, terza e quarta grandezza caducifoglie e sempreverdi) ed essenze arbustive. L’asta fluviale del Livenza ne fa da confine nella parte settentrionale ed orientale. “La prima volta che sentii parlare di Villa Varda fu nell’anno accademico 1994/1995 da un laureando in architettura allo I.U.A.V. di Venezia che mi spiegò dettagliatamente la sua tesi di laurea sul parco. Da allora è passato oltre un quarto di secolo e oggi è un area ornamentale pubblica ben tenuta e frequentata ogni giorno da decine e decine di persone prevalentemente delle provincia di Pordenone e Treviso. Io stesso mi sono recato ad oggi oltre 150 volte e con questo documentario sfodero le mie capacità comunicative, telegenicità e passione per gli spazi aperti verdi per diffonderla nel mondo come buon esempio da seguire per ogni comune italiano ed europeo. Nel video do molta importanza al ricchissimo triestino Mario Morpurgo che qui passava con la sorella Matilde, sempre nata a Trieste nella seconda metà dell’Ottocento, circa sei mesi all’anno dal 25 aprile al 1 / 3 Novembre. Morpurgo è un cognome noto a Trieste: uno dei venticinque musei della città porta il nome di “ Civico Museo Morpurgo”. Spero che le varie planimetrie affisse in più punti nel parco vengano aggiornate inserendo centinaia di specie arboree ed arbustive attualmente non indicate e che ad ogni albero sia associata una targhetta descrittiva. Spero inoltre molte persone invece di buttare nei contenitori del riciclo della carta i loro libri li portino nella biblioteca ricavata nell’arancera che è una biblioteca di scambio in cui ognuno può portare e portarsi via un libro. Infine spero di avere incuriosito molte persone che così visiteranno il parco e che le aree a seminativo che lo lambiscono possano un giorno trasformarsi in ampliamenti degli spazi alberati magari inserendo anche elementi di Land Art”.Un complimento al Comune di Brugnera. Fabio Dotta (13 Luglio 2023).