Lamento di Apollo

From "Gli Amori di Apollo e di Dafne" - F. Cavalli Maximiliano Baños, countertenor Luciana Elizondo, viola da gamba Quito Gato, theorbo Santa Maria Maddalena's Church May 17, 2014 Cremona, Italy Recitativo Ohimé, che miro? Ohimé dunque in alloro Ti cangi, o Dafne, e mentre in rami e frondi, Le belle membra oltredivine ascondi, Povero tronco chiude il mio tesoro. Qual senso umano o qual celeste ingegno a sì profondo arcano arrivò mai? Veggio d'un viso arboreggiar i rai Trovo il mio foco trasformato in legno Lamento Misero, misero Apollo i tuoi trionfi or vanta Di crear giorno, ove le luci giri, Puoi sol cangiato in vento di sospiri Baciar le foglie all'adorata pianta. Sgorghino omai con dolorosi uffici Dai languidi occhi miei lagrime amare, Vadano in doppio fonte ad irrigare D'un Lauro le dolcissime radici. Era meglio per me, che fuggitivo, Ma belle oltre le belle io ti vedessi, Che con sciapiti, e non giocondi amplessi Un'arbor'abbracciar su questa riva.