Gli occhi sopra Innsmouth - John Faser / Hartstock (Prod. Hartstock)

prod. Hartstock mix e master Paolo Bichisao testo Questa notte ho perso tutto ho avuto le risposte del mio lutto giù a fondo nel relitto ho visto il mare scomparire e farsi buio senza fine adesso fluttuo lungo un margine sottile  Seguo consigli di Zadok nel cranio artigli di drago figli di Dagon nati dall'uragano dalle correnti di Innsmouth alla scogliera del diavolo  Esseri appaiono trascinandomi nel vortice lontano seguo il richiamo Felpa Miskatonic sto in cerca di reperti storici fra molluschi e pesci morti culti sorti dagli arbusti e angusti porti busti a gusci e muschi storti corpi esausti  Che mi offuscano i ricordi  Deformità Shagghot riemersi dal lago inquinato  il mio occhio viscoso crepato annebbiato uno strato oleoso si è depositato ha lasciato il vuoto e l'odio che l'ha generato e gettato nel sogno E adesso andiamo incontro al mondo da un pertugio secolare ho gli occhi fissi sullo strapiombo  Non mi riesco più a svegliare  Verso il mare più profondo col maelstrom sullo sfondo e un mostro che mi mangia il corpo sul fondale tentacolare Ho addosso monili fatti d'anfibi scuciti dal mare mosso sul dorso squame pulisco lame Tra le alghe e inchiostro i pontili mostrano i ghigni di mostri antichi confini mai stabiliti cibati dai sacrifici Pioggia sotto ai portici scivolo attorno ai vortici Ho alcolici da asporto penso ai codici di sblocco  Seduto sopra ai gomiti che sbocco  Un grosso globo argenteo succhia gli organi dal tronco un grande tonfo e rompo l'osso Una massa inquietante piena d'alghe mi si espande dalle acque più salmastre grigie lande desolate segregate da pattuglie  Ora le guglie si fan buie hanno oscurato le mie strade e aperto culle Viaggiamo lontano in questo spazio siderale il grande strazio ci accompagna giusto fino al funerale  Sono disperso in uno spazio liminale posso eliminare il corpo ma non lo posso limitare Passami le lame ho un cancro facciale da asportare sto vagando in alto mare su una nave da affondare sento crepitare il fondo guardo sotto un dio corrotto è pronto a stritolare il cosmo dalle cale E adesso andiamo incontro al mondo da un pertugio secolare ho gli occhi fissi sullo strapiombo Non mi riesco più a svegliare Verso il mare più profondo col maelstrom sullo sfondo e un mostro che mi mangia il corpo sul fondale tentacolare Ho addosso monili fatti d'anfibi scuciti dal mare mosso sul dorso squame pulisco lame Tra le alghe e inchiostro i pontili mostrano i ghigni di mostri antichi confini mai stabiliti cibati dai sacrifici -Glaucus atlanticus label