I Protagonisti | Paolo Crepet su Social, scuola e giovani: "Il problema è imparare a pensare"

Social network, intelligenza artificiale, scuola, educazione e nuove generazioni. Sono questi i temi al centro della nuova puntata de I Protagonisti, il format di Orizzonte Scuola, che ospita Paolo Crepet, psichiatra, sociologo e autore del libro Riprendersi l'anima. Nel corso dell'intervista, Crepet propone una riflessione sul rapporto tra adolescenti e tecnologia, soffermandosi sul ruolo degli adulti nell'educazione e sulle trasformazioni che stanno interessando la scuola. Secondo lo psichiatra, il dibattito non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sull'opportunità di vietare i social network ai minori, ma soprattutto sulla necessità di offrire ai ragazzi strumenti culturali e relazionali che consentano loro di costruire un pensiero autonomo. Tra i temi affrontati emerge il valore del "no", che per Crepet non rappresenta soltanto un limite, ma un modo per contrastare quella che definisce una progressiva omologazione del pensiero. Lo psichiatra richiama inoltre le riflessioni già contenute nel suo libro Baciami senza rete, pubblicato oltre dieci anni fa, ricordando come molti dei rischi legati all'uso pervasivo delle tecnologie digitali fossero stati individuati con largo anticipo rispetto al dibattito attuale. Ampio spazio è dedicato anche all'intelligenza artificiale e al suo ingresso nella scuola. Crepet distingue tra l'utilità dell'IA nella ricerca scientifica, nella medicina e nei processi produttivi e il suo utilizzo nella formazione degli studenti. A suo avviso, il rischio non riguarda la tecnologia in sé, ma la possibilità che gli strumenti digitali sostituiscano lo sforzo necessario per imparare, riflettere e costruire conoscenze personali. Nel corso della conversazione affronta anche il tema della cosiddetta fragilità delle nuove generazioni. Per Crepet non esiste una risposta valida per tutti: ogni ragazzo è diverso per storia, contesto familiare e aspirazioni. Ciò che accomuna molti adolescenti è però l'esposizione continua a strumenti che modificano il modo di vivere, comunicare e interpretare la realtà. Un altro passaggio dell'intervista riguarda il tempo trascorso sui social network. Crepet osserva che limitare smartphone e piattaforme digitali non è sufficiente se non si offre ai giovani un'alternativa educativa. La domanda, secondo lo psichiatra, non è soltanto come ridurre l'utilizzo dei social, ma come riempire quel tempo con esperienze, relazioni, sport, cultura e occasioni di crescita personale. La riflessione si estende quindi al ruolo della scuola, chiamata non solo a trasmettere conoscenze, ma anche a formare cittadini capaci di sviluppare spirito critico, autonomia e responsabilità. Per Crepet, questo percorso deve iniziare fin dall'infanzia, aiutando bambini e ragazzi a esprimere le proprie idee, a confrontarsi con gli altri e ad affrontare anche la fatica dell'apprendimento. L'intervista si conclude con un appello a valorizzare il dibattito pubblico e la libertà di pensiero. In un contesto caratterizzato da cambiamenti tecnologici sempre più rapidi, Crepet invita a non accettare passivamente ciò che viene presentato come inevitabile, ma a conservare la capacità di interpretare il presente con spirito critico. L'intervista integrale è disponibile su Orizzonte Scuola.