Peppino Di Capri - Luna Caprese

Autori - Luigi Ricciardi - Augusto Cesareo - 1960 L’aneddotica legata a Luna caprese vuole che Augusteo Cesareo ne compose i versi sulla seggiovia del monte Solaro a Capri. Ad ispirarlo, il panorama mozzafiato che gli si parava davanti, sospeso tra mare e cielo. Di sicuro, nella storia della canzone, c’è che vide la luce nel 1953, proponendosi subito come inno dell’isola azzurra. Luigi Ricciardi ne musicò i versi, dotandoli di un’elegante melodia a tempo di be­guine. Il risultato finale fu una canzone briosa, che richiama l’atmosfera e le intenzioni della serenata. Luna caprese mescola con grande abilità invocazioni alla luna, sospiri d’amore e velati echi turistici. E ancor più sapientemente si presenta con un titolo che suona come contraltare all’altrettanto famosa Luna rossa. Entrambe quindi a pieno diritto nell’elenco delle canzoni napoletane dedicate alla luna. La storia di Luna caprese iniziò una notte d’estate ad Anacapri. Nilla Pizzi ne fu la prima interprete, ri­cevendo ben otto richieste di bis da un pubblico osan­nante. Divenne poi famosa in tutto il mondo al pari di un classico dell’epoca d’oro. La sua diffusione mondiale si deve soprattutto a Connie Francis e Dalida. La prima ebbe il merito di farla conoscere negli Stati Uniti. La seconda, invece, la tradusse in francese, favorendone il successo nei paesi francofoni. Negli an­ni Sessanta, conobbe un notevole rilancio grazie alla rivisitazione di Peppino Di Capri, che scalò la hit parade nazionale. Tra i tanti nomi legati alla storia di Luna caprese, da segnalare quelli di Peter Van Wood e Bob Azzam.