"Tenore Untana Vona" Orgosolo #mesagustuorgolesu #fedales1995 #orgosolo

Il Canto a Tenore dichiarato nel 2005 patrimonio intangibile dell’umanità da parte dell’UNESCO, rappresenta tuttora l’espressione musicale tipica delle comunità del centro Sardegna. Dal punto di vista musicale il tenore è formato da una voce solista detta “sa voche”, che canta un testo poetico e dà la nota al trio vocale composto da “su bassu”, il basso (voce gutturale e nasale, costituente la base armonica); “sa contra”, la controvoce (voce gutturale che può caratterizzarsi per due tipi di timbro, metallico o cupo) e “sa mesu oche”, la mezzavoce (voce di tonalità acuta che ha il compito di amalgamare il duo gutturale). Il “tenore” fa rivivere, secondo alcuni studiosi, i suoni della natura ed in particolare degli animali, viene definito pertanto simbolo della cultura e della civiltà agro-pastorale che, nella sua isolata realtà geografica, ha conservato voci e musicalità uniche, studiate ed apprezzate in tutto il mondo. Il repertorio canoro comprende diversi ritmi di canto, alcuni atti all’ascolto, altri ad animare il ballo. I brani cantati dalla voce solista sono costituiti da poesie in lingua sarda con metrica e rima trattanti i più svariati temi: dall’amore, alla vita sociale, alla politica, alla religione. Il quartetto che compone Su Tenore è formato da su bassu (il basso), sa contra (il contralto), sa mesu boche (mezza voce) e sa boche (la voce solista). Quest’ultima, cantando la poesia in lingua sarda, deve scandire il ritmo e la tonalità che il coro vero e proprio deve seguire armoniosamente. In tutti i canti orgolesi il tenore è eseguito con le voci gutturali di contra e bassu ed anche la mesu boghe ha risonanze gutturali che ne enfatizzano gli armonici. Il repertorio dei canti presenta sa boghe a sa sèria e a tumbadas, sa boghe lestra, su passu torrau, sa boghe ‘e ballu, sa vardeina, sos atitos a tataju meu, s’anninnia a tenore, sos gotzos de sos santos e de s’Assunta.