Prof. TIrelli: RischioTumori nei pazienti con trapianto d'organo

http://www.medicinaeinformazione.com/   / medicinaeinformazione   Grazie ai successi della medicina i pazienti che hanno subito un trapianto d'organo sono aumentati di numero e hanno una vita più lunga. Ma l'assunzione dei farmaci antirigetto, quindi gli immunosoppressori necessari a far sì che il sistema immunitario non "legga" come estraneo l'organo impiantato e lo rigetti, portano nel tempo ad una condizione di immunodeficienza che può mettere a rischio di infezioni e di sviluppo dei tumori. E per fare prevenzione e ancor più una diagnosi precocissima è necessario che vi sia una maggiore informazione fra i medici e i pazienti cosicchè si possa programmare una serie di controlli oncologici nel tempo. E per mettere a punto le linee guida di una disciplina che coinvolge numerosi specialisti è nata la nuova società scientifica GIOTTO, per offrire un approccio multidisciplinare al problema, e che vede coinvolti oncologi, trapiantologi, epidemiologi, immunologi, nefrologi, cardiologi, epatologi... Ce ne parla il Prof Umberto Tirelli, Direttore della Divisione di Oncologia Medica dell'Itituto Nazionale dei Tumori di Aviano che già da anni ha messo a punto un programma mirato per tutti quei pazienti che dopo aver subito un trapianto si trovano a dover gestire anche i rischi oncologici. Fondamentale ci spiega il Prof. Tirelli è fare informazione, coinvolgere le associazioni dei pazienti, stimolare i medici che seguono questi pazienti a prescrivere accertamenti e controlli, e far sì che le conquiste della chirurgia dei trapianti vengano affiancate anche dalla prevenzione tumorale per far sì che persone che hanno già affrontato un lungo e difficile percorso di malattia non debbano poi trovarsi a dover combattere anche un tumore.