Corri, Giulia

Un viaggio di fuga dalla violenza. Da una violenza raddoppiata: è violenza assistita. Giulia ha scelto di andar via da casa. Non vuole più assistere all’umiliazione quotidiana e all’annichilimento a cui il padre sottopone la madre. È violenza psicologica, ripetuta, distruttiva. Lui la demolisce e lei non sa sottrarsi, anzi si sta imbozzolando in quella tela mortifera. Eppure Giulia sa leggere quei segnali proprio perché la madre le ha aperto gli occhi. E allora perché la Madre, che sa e patisce, non scappa, perché non si salva? Perché ha paura e non sa trovare la forza per lo strappo. Ma ora è Giulia ad aver paura, a non resistere oltre. Ha deciso: andrà via, ma il suo viaggio di fuga diventerà altro. Il nostro è un avoro di scuola e nasce da tre laboratori congiunti: di riflessione sulle relazioni affettive, di scrittura, di elaborazione cinematografica. I lavori sono coordinati dalla prof. Pina Arena. hanno partecipato studenti di classi diverse dalla prima alla quinta, dell'IIS"G.B.Vaccarini" di Catania.