Basilica di Santa Maria Maggiore

La Patriarcale Basilica di Santa Maria Maggiore è un inno alla Natività. Domina il Colle Cispio, una delle sommità del Esquilino ed essa sono custodite, sia come in uno scrigno nella parte inferiore, ma ancora più in quella inferiore, opere d’arte e reliquie di inestimabile ed eccezionale bellezza ed importanza, che la rendono meta incessante di fedeli e di turisti proveniente da ogni paese del mondo. L’affascinante Basilica, nominata in vari modi nel corso dei secoli, è la prima chiesa dell’Occidente edificata per tradizione da Papa Liberio in onore della Madonna, dopo il 356 (anno della miracolosa e leggendaria nevicata di Basilica Liberiana e Santa Maria ad Nives. Venne poi totalmente ricostruita nel 432 da Papa Sisto III, per festeggiare solennemente la celeste maternità della vergine, dogma che era stato gloriosamente proclamato nell’anno precedente (431) durante il noto Concilio ecumenico di Efeso nel periodo del Pontificato di Teodoro I (642-649), il rinomato Tempio venne affilato Santa Maria ad Presepe, perché furono portati per essere tutelati e venerati i sacri resti della mangiatoia della fasce del Divino Bambino e della Benedetta culla dalla Terra Santa, caduta nell’anno 637, nelle mani degli arabi e venne anche istituito in esso, l’oratorio del presepio. Servizio di Franco Iannotti - Studioso di Roma