Claudio Lolli - Vite Artificiali
La canzone "Vite artificiali" dall'album "Nove pezzi facili" del 1992. Certe volte ho le vertigini di notte o di mattina, ma non c'è tempo di voltarsi. Certe volte sento battere il mio cuore troppo forte, ma non c'è modo di ascoltarsi. Certe volte le parole sono troppe sono vite artificiali, ma non ci son segni da farsi. Fra i tuoi libri i tuoi squilibri i tuoi equilibri, dio che fatica organizzarsi. Tra le vite artificiali e le morti naturali, noi non è facile salvarsi. Ma lo senti questo flauto che respira col tuo corpo, noi è un modo di chiamarsi. Certe volte faccio sogni tanto brutti che non so se sono sveglio, ma non c'è tempo di svegliarsi. Certe volte piove veramente troppo tutto il giorno, ma non c'è modo di bagnarsi. Certe volte mi ricordo tutto quello che mi hai dato, ma come fare a ricordarsi. Certe volte mi addormento anche da sveglio guardo, sento, ma che fatica addormentarsi. Tra le vite artificiali e le morti naturali, noi non è facile salvarsi. Ma lo senti questo flauto che respira nel tuo corpo, noi è un modo di chiamarsi. Tra le vite artificiali e le morti naturali, noi non è facile salvarsi. Ma lo senti questo flauto che respira nel tuo corpo, noi è un modo di chiamarsi.

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