'L BLAGHEUR roberto balocco LE CANSSON DLA PIOLA 2

Ecco un tipo di duro della periferia torinese. Capo della mala in giovane eta, fumatore accanito di sigari, pronto ad usare il coltello che (quasi alla James Bond), tiene nascosto sotto la suola della scarpe, si fa pizzicare dalla polizia mentre rube cinque o sei mezzi toscani E la carriera del duro finisce. Blagheur, in piemontese, vuol dire sbruffone. Originario di una famiglia vercellese, fin da ragazzo ha studiato assieme al fratello Piergiorgio l’evoluzione della canzone popolare piemontese: dalle prime canzoni apprese attraverso le testimonianze dirette dei nonni e degli zii fino a quelle raccolte nelle piòle (osterie) di tutta Torino. Questo lavoro lo ha portato a collaborare con Piero Novelli, giornalista dello storico quotidiano torinese Gazzetta del popolo, assieme al quale scriverà le sue prime canzoni, fin dall'inizio definite della “Piòla Neuva” (nuova). Roberto Balocco esordisce sul palco del Teatro Gobetti di Torino nel febbraio del 1965, quando, con la collaborazione del pianista Luciano Sangiorgi e della cantante Silvana Lombardo e la produzione dell’impresario teatrale Aldo Landi, terrà i suoi primi concerti. Qualche numero può ben inquadrare questa importante figura del panorama culturale piemontese. Centinaia e centinaia di spettacoli teatrali, da solo o accompagnato da tantissimi artisti: oltre ai già citati Luciano Sangiorgi e Silvana Lombardo, vale la pena ricordare la Camerata Corale La Grangia; il Trio Giolo, il cabarettista Jean Porta, la Lippa Jazz Band e tanti altri. E poi 15 Lp usciti tra il 1965 ed il 1977 (più alcuni antologie) pubblicati con la Fonit Cetra. E ancora 8 cd (dei quali il primo uscito nel dicembre del 1998) che hanno interrotto un lungo silenzio discografico durato una ventina d’anni ed usciti sotto l’etichetta della Libreria Piemontese di Torino. Tra la fine degli anni ’60 Roberto Balocco si produce in varie tournée anche all’estero dove riceve svariati premi a livello nazionale ed internazionale (Russia, Belgio,). Nel 1974 è a Canzonissima, come rappresentante del folk piemontese. Chi conosce Roberto Balocco superficialmente, in generale lo cataloga come lo chansonnier del “Tango dla sòma d’aj”, di “Neto Paracchi” o di altre canzoni “leggere”. In verità con la collaborazione del fratello Piergiorgio (regista praticamente di tutti i suoi spettacoli) il suo lavoro è andato molto più in profondità nello studio della gente e della cultura piemontese. Questo lo si nota soprattutto nelle ultime pubblicazioni dal 2002 in avanti, quando sono usciti nell’ordine “Cheur giojos ël cel l’agiuta – Omaggio ad Ignazio Isler “ (sicuramente il poeta più importante del ‘700 piemontese) e “Le nòste canson”, 36 canzoni popolari tra il ‘600 ed il ‘700. In questi cd si è avvalso della collaborazione di numerosi musicisti della prestigiosa Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Questo lavoro di approfondimento del panorama musicale storico della regione ha visto nascere un nuovo capitolo il 12 ottobre del 2010, quando è uscito il cd Guarda 'l mond e fà d' canson: omaggio a Angelo Brofferio. In questo lavoro Balocco ripropone (con la collaborazione musicale di Raf Cristiano al pianoforte e di Paolo Giolo al violino) 12 canzoni del celebre avvocato astigiano, protagonista indiscusso della storia ottocentesca piemontese.