Ghiaccio e bora a Trieste 25 marzo 2013

Una giornata da ricordare, ed io che ne ho 50, non ne ricordo una così, in primavera. Svegliarsi il 25 marzo con le corde della biancheria congelate e pendenti di ghiaccio non mi era mai capitato. Nonostante questo mi sposto in motorino e, assieme ad altri 3-4 imbecilli come me, mi ritrovo a recitare la parte della palla da biliardo sul tavolo di ghiaccio di largo Pestalozzi. E' comico cercar di stare in piedi e vedersi spostare - moto e persona - come una vela sul mare. Meno comico è pagare il conto al carrozziere. La giornata è un bollettino di guerra: • Raffiche sopra i 100 chilometri all'ora. • Decine di cadute di pedoni causate dal ghiaccio: contusioni, escoriazioni e fratture. • Paralisi totale della linea ferroviaria: a Trieste nessun treno parte o arriva. • Scuole chiuse martedi in tutta la provincia. • Invito di sindaco e prefetto di Trieste a non uscire di casa. • Strade della provincia di Trieste vietate ai camion e ai mezzi pesanti. • Gli autobus escludono via Commerciale, Pendice Scoglietto -- Conconello, Campo Romano, Rotonda Boschetto, via Cantù e una marea di altre strade.. • Centinaia di camionisti bloccati tra il Lisert e l'autoporto di Fernetti. • Sospensione delle dimissioni dei pazienti ospedalieri che abitano sull'altipiano. • L'amministrazione comunale chiude Ponte Curto, la nuova passerella di Ponterosso aperta al pubblico due giorni fa.