Carabinieri Martiri di Fiesole fucilati dai nazisti il 12 agosto 1944 per rappresaglia.

Fucilati il 12 agosto 1944 in Fiesole nel cortile dell'albergo Aurora da parte dei nazisti, tre militari dell'Arma dei Carabinieri subiscono la pena capitale per rappresaglia da parte dei tedeschi . Alla fine di luglio Firenze sta per essere liberata. Il 29 luglio un soldato tedesco resta ucciso in uno scontro a fuoco con una staffetta partigiana, da quel momento Fiesole e i suoi cittadini sono ostaggio dei soldati tedeschi, viene proclamato lo stato di emergenza ed affisso un ordine di precettazione per tutti gli uomini tra i 17 e i 45 anni. Tra quelli che si presentano ne vengono scelti dieci, che sono fatti prigionieri e rinchiusi nelle cantine dell’Hotel Aurora, mentre il comandante della stazione dei Carabinieri, Giuseppe Amico, viene deportato con altri prigionieri verso l’Appennino. Amico però riesce a scappare, e ad inviare l’ordine ai colleghi Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti, di raggiungerlo a Firenze, oltre le linee nemiche operazione la quale i tre militari non riescono a concretizzare. Il comando tedesco, scoperta la fuga dei tre carabinieri, fa sapere tramite rappresentanti della Chiesa che fucileranno per rappresaglia i dieci ostaggi dell’Aurora, se i fuggitivi non si consegneranno. E’ il 12 agosto quando i tre carabinieri, ormai quasi in salvo, decidono di ritornare a Fiesole e consegnarsi ai tedeschi: saranno fucilati 2 ore dopo nel cortile dell’ Hotel Aurora.